Sede della Società Dantesca Italiana

Dal 1903 sede della Società Dantesca Italiana è il prestigioso Palagio dell'Arte della Lana, posto accanto alla chiesa di Orsanmichele, nel pieno centro storico di Firenze.


La prima edificazione del palazzo risale al 1308, probabilmente costruito sulle ceneri di un precedente edificio nobiliare andato distrutto da un incendio, e voluto dalla potente corporazione dell'Arte della Lana che, visto l’importante ruolo sociale ed economico che ricopriva a Firenze, aveva l’esigenza di una nuova sede rappresentativa per i Consoli, per il Consiglio e per tutti gli altri “uffiziali”. Nel 1331 un incendio colpì il piano terra del palazzo distruggendolo fino ai piani superiori.


Nel periodo di massimo splendore della corporazione, il Palazzo dell’Arte della Lana venne però presto ricostruito. La nuova sede, testimonianza del prestigio e della ricchezza della Corporazione, venne realizzata con ampi saloni coperti da volte a crociera per potervi svolgere la fervente attività pubblica dell’Arte. Negli anni successivi il Palagio mantenne la struttura architettonica iniziale, subendo solo piccole trasformazioni.


Interventi più consistenti vennero apportati al Palagio a partire dal XVI secolo. Per accedere al salone sopra la chiesa, nel 1569 Cosimo I de’ Medici fece progettare a Bernardo Buontalenti una scala esterna al palazzo per raggiungere il piano superiore di Orsanmichele, adibito a nuovo Archivio Generale dei Contratti.


Quando nel 1770, con decreto del Granduca Pietro Leopoldo di Lorena che istituiva la Camera di Commercio, l’Arte della Lana veniva soppressa, al pari di tutte le altre corporazioni, il palazzo passò alla Parrocchia di Orsanmichele che necessitava di una canonica, mentre le stanze al piano terra verso via Calimala vennero affittate a privati e trasformate in botteghe.


Con la soppressione dell’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano, ente amministratore del patrimonio di Orsanmichele, decretata da Napoleone agli inizi dell’Ottocento, il palazzo venne venduto subendo lo stesso destino di altre proprietà di ordini religiosi.


Il Palagio scampò, nel 1888, alle demolizioni del “risanamento” ottocentesco dell’antico centro di Firenze e nel 1890 diventò infine di proprietà del Comune di Firenze che lo rivendette nel 1903 alla Società Dantesca Italiana.


Dopo l’acquisto la Società affidò i lavori di restauro del palazzo all’architetto Enrico Lusini che ne privilegiò l’aspetto medioevale. Questi progettò nel 1905 un nuovo corpo di fabbrica in stile gotico da affiancare al lato settentrionale di via Orsanmichele, con una loggia in angolo su via Calimala.

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